Settembre 2024
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kostner GROUP 1947 – il fornitore di energia

Andreas Kostner è CEO e presidente del Gruppo Kostner. L’azienda opera da settantacinque anni nel settore dell’approvvigionamento energetico, principalmente con combustibili fossili. Un settore in grande trasformazione. Come affronta questa fase di cambiamento?

 

Varna – Gli operai sono seduti ai tavoli per pranzare; gli impiegati entrano alla spicciolata chiacchierando. È quasi mezzogiorno e il bistro della stazione di servizio del Gruppo Kostner a Varna comincia a riempirsi. Lì dove oggi uno chef prepara pasta al pesto in una cucina a vista, fino a poco tempo fa c’era un piccolo punto vendita. Fuori, accanto alle pompe di benzina, da alcuni mesi brillano dodici colonnine di ricarica per auto elettriche. “Tutto è in continua trasformazione. Dobbiamo essere aperti e adattarci, non dobbiamo difendere ostinatamente il passato”, dice Andreas Kostner.

 

Andreas Kostner, cinquant’anni, è CEO dell’omonimo gruppo. Ha la barba e un paio di occhiali vistosi, dalla spessa montatura trasparente. Indossa una giacca blu scuro, una maglietta nera e mocassini neri.

 

Kostner intuisce il cambiamento del mondo meglio di altri. La sua azienda è nota per il commercio di gasolio da riscaldamento, diesel e benzina, così come di pellet e di altre materie prime per la produzione di energia e calore. Da alcuni anni il gruppo gestisce anche diverse stazioni di servizio in Alto Adige, tra cui quella di Varna, proprio all’uscita dell’autostrada A22. Lo scorso anno il gruppo ha fatturato quasi 100 milioni di euro, posizionandosi al sessantacinquesimo posto nella classifica delle aziende altoatesine con il fatturato più elevato stilata da SWZ.

 

Circa due terzi delle attività del Gruppo Kostner dipendono direttamente o indirettamente dai combustibili fossili, come ricorda lo stesso Kostner. Combustibili che, secondo un’opinione ormai largamente diffusa, sono destinati a non essere utilizzati ancora a lungo, almeno non nella misura attuale.

 

A diciotto anni in camion fino a Venezia per comprare petrolio

“Sono cresciuto all’interno dell’azienda”, racconta Andreas Kostner. La casa della sua famiglia si trovava a Varna, accanto all’hotel Löwenhof. La famiglia abitava al piano superiore, mentre sotto c’erano gli uffici. E dietro la casa, il deposito di petrolio dell’azienda. Fin da bambino Andreas Kostner ha spesso accompagnato i genitori nelle visite ai clienti o ai fornitori, e durante le vacanze dava sempre una mano in azienda. A diciotto anni aveva già conseguito la patente CE per guidare i camion.

 

“Una volta, a diciotto anni, sono andato a Venezia con un camion con rimorchio per caricare petrolio in raffineria. Ero così giovane, sembravo veramente un ragazzino, che la segretaria all’ingresso mi chiese se avessi davvero la patente”, ricorda Kostner. Gli piaceva così tanto guidare i camion che aveva quasi accarezzato l’idea di farne una professione. Si era persino presentato a un’azienda di logistica altoatesina. Poi, però, ha cambiato idea e ha deciso di entrare nell’azienda di famiglia e di frequentare, allo stesso tempo, un corso per giovani imprenditori presso la Camera di commercio, la sua prima formazione in ambito economico: “Prima di allora non avevo molta familiarità con contabilità, bilanci, dare e avere. Avevo frequentato il liceo scientifico a Bressanone, con molte materie scientifiche, latino e filosofia”, dice il cinquantenne sorridendo. Intorno ai venticinque anni ha studiato economia aziendale all’Università di Bolzano e, più tardi, ha conseguito un master in “Energie rinnovabili” alla TU di Vienna.

 

A parte uno stage alla Progress svolto durante il corso della Camera di commercio, non ha mai lavorato in altre aziende. È sempre stato felice di lavorare nell’azienda di famiglia e continua tuttora ad amare il suo lavoro. “A volte mi chiedo cosa sarebbe stato di me se non avessi avuto la possibilità di lavorare qui”, dice Kostner. Forse avrebbe intrapreso una professione in ambito sanitario, dato che la medicina lo ha sempre interessato. “Non tanto la disciplina in quanto tale, quanto la possibilità di aiutare le persone.”

 

Nel 2007 Kostner è diventato CEO di ekos ENVIRO SERVICES, una società del gruppo. Da tre anni dirige l’intero gruppo e ne è anche presidente del consiglio di amministrazione. Kostner detiene la maggioranza delle quote.

 

“Io ho scelto di fare diversamente”

La sede principale del Gruppo Kostner si trova a Varna, a pochi minuti di auto dall’uscita autostradale di Bressanone Nord e dalla stazione di servizio del gruppo. L’ufficio di Andreas Kostner è al terzo piano. Le pareti sono di legno chiaro, come la maggior parte dell’edificio. Il profumo è inconfondibile. “Siamo nell’edificio commerciale più alto dell’Alto Adige interamente costruito in legno”, confida Kostner.

 

Sulla parete del suo ufficio sono appese undici fotografie, racchiuse in cornici scure. In alcune foto Kostner è ritratto durante i suoi viaggi in Oman, Arabia Saudita e Pakistan, paesi che non ha visitato per motivi di lavoro: sua moglie, la docente universitaria Annemarie Profanter, ha insegnato lì per un periodo in diversi atenei. Le fotografie sono state scattate durante le visite di Kostner.

 

In altre foto invece sorridono i figli di Kostner, in un’altra lui e la moglie. “Questa è la mia famiglia”, dice l’imprenditore. I figli hanno tre, sette e nove anni. “Quando ero piccolo vedevo poco mio padre. Era spesso al lavoro, impegnato nella politica locale e nelle associazioni. Io ho scelto di fare diversamente”. Kostner trascorre più tempo possibile con i suoi figli. Lo scorso anno, insieme a loro, ha fatto un viaggio di sei settimane in camper attraverso gli Stati Uniti. “Ma oggi i tempi sono cambiati. Una volta, famiglia e azienda erano una cosa sola. Oggi tengo invece nettamente separati famiglia e lavoro.”

 

La terza generazione alla guida dell’azienda

La seconda generazione è stata rappresentata dal padre di Kostner che ha gestito l’azienda di famiglia insieme a due dei suoi fratelli. Il fondatore fu il nonno di Andreas Kostner. “Era un bottaio e, poiché gli ordini diminuivano, dovette reinventarsi”, racconta. Inizialmente commerciava legna e carbone. Con il tempo si aggiunsero i combustibili liquidi, i carburanti e i pellet, così come la pulizia dei serbatoi e la progettazione e costruzione di stazioni di rifornimento interne alle aziende. “L’azienda ha saputo sempre adattarsi alle esigenze del mercato. Mio nonno non aveva una strategia precisa; si trattava piuttosto di mantenere i nove figli”, dice Kostner.

 

Andreas Kostner è entrato in azienda dopo la maturità. Nel 2007 il settore dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti e delle acque reflue è confluito in una nuova società: Ekos. Andreas Kostner ne è diventato amministratore delegato. In precedenza, quell’area di attività era gestita all’interno dell’azienda, “ma se si vuole fare bene una cosa, serve una realtà distinta e dedicata”, sostiene Kostner. In Ekos ha potuto coltivare la sua passione per l’innovazione e la tecnologia. L’azienda ha sperimentato molte soluzioni nuove e acquisito know-how.

 

Un compito impegnativo

Questo know-how diventa tangibile quando Andreas Kostner accompagna SWZ attraverso l’edificio di Ekos, subito dietro la sede Kostner a Varna. In un laboratorio, una chimica sta analizzando campioni d’acqua. Su due grandi schermi in fondo alla stanza sono visualizzati numerosi serbatoi di diverse dimensioni e colori, con i rispettivi livelli di riempimento e la temperatura dell’acqua. Le telecamere mostrano immagini in diretta degli impianti di trattamento delle acque reflue. Kostner clicca su un pulsante e si apre una nuova finestra. “Qui si vede il consumo energetico attuale: quanta energia sta producendo il nostro impianto fotovoltaico e quanta energia dobbiamo acquistare.” Da qui si può gestire tutto con pochi clic. “Sono tutti sistemi che abbiamo sviluppato e realizzato internamente”, dice l’imprenditore con orgoglio.

 

Quando tre anni fa è diventato capo dell’azienda e ha assunto la direzione del gruppo, aveva davanti a sé un compito molto impegnativo: “Sapevo che dovevamo riorganizzarci, trasformandoci da azienda a conduzione familiare in impresa professionale di medie dimensioni. Un’azienda in cui non tutto fa capo al direttore generale, ma dove le responsabilità vengono delegate e si lavora secondo obiettivi chiari”.

 

Gli obiettivi in passato non erano definiti chiaramente, almeno non in modo ufficiale. “Si guardava più a ciò che era già stato fatto. Ci si riuniva una volta al mese e si analizzavano retrospettivamente i numeri.” Perché si faceva così? Negli anni settanta l’azienda aveva dovuto superare un periodo difficile a causa della crisi petrolifera, un periodo del quale il padre di Kostner gli ha spesso parlato. Più tardi, a rallentare l’innovazione è stato, paradossalmente, il successo. “Per molto tempo abbiamo dato per scontato il successo. E il successo finisce per paralizzarti, si sa.” Come imprenditore è aperto all’innovazione e in azienda vuole promuovere una cultura in cui gli errori siano considerati parte del processo. Considera gli errori come opportunità di apprendimento, non come sconfitte.

 

Non gli mancano nemmeno le idee per il futuro, dice Kostner. “Forse ne ho addirittura troppe e devo stabilire delle priorità. Quando rischio di perdermi tra le tante idee, per fortuna i miei collaboratori mi riportano con i piedi per terra.” Kostner si definisce un pensatore e stratega. Le migliori idee gli vengono quando è buio e tutto tace, spesso anche nel cuore della notte. In quei momenti, quando i pensieri iniziano ad affollargli la testa, il sonno ne risente. Correre lo aiuta a riflettere e a liberare la mente. Ogni tanto va a correre la sera tardi, a Bressanone, dove vive con la famiglia. Alle ventitré. “Con i bambini e tutti gli impegni spesso è impossibile farlo prima.” Ha provato anche yoga e meditazione. Una volta ha partecipato a un ritiro yoga in Toscana, ma al momento gli mancano la tranquillità interiore e il tempo per dedicarsi a queste attività. Quello che vorrebbe ancora provare è trascorrere un breve periodo in un monastero del silenzio, isolandosi completamente dal mondo. “È da tempo che vorrei farlo. Spero di riuscirci presto”, dice Kostner.

 

Addio motore a combustione!

Il gruppo di Andreas Kostner opera in un settore in trasformazione. Le fonti di energia rinnovabile stanno diventando sempre più importanti e dal 2035 tutte le auto in UE dovranno essere a emissioni zero. “Non abbiamo assolutamente paura dello stop ai motori a combustione”, dice Kostner. Circa due terzi delle attività del gruppo sono direttamente o indirettamente legate ai combustibili fossili, ma c’è la chiara consapevolezza che le attività si stiano spostando verso nuovi settori e che nuove aree di attività stiano diventando più importanti. Per questo il gruppo negli ultimi anni si è orientato sempre più verso fonti di energia pulita e rinnovabile. “Come fornitore di energia altoatesino, sentiamo la responsabilità di accompagnare il nostro territorio nella transizione energetica e di promuovere un approvvigionamento energetico sostenibile.” Ide2n, una delle quattro società del gruppo, si occupa appunto di consulenza e supporto per il passaggio alle energie rinnovabili e alla mobilità elettrica. Kostner ENERGY SUPPLY, un’altra società del gruppo, oltre a diesel e gasolio da riscaldamento, offre ai clienti anche energia verde e un’alternativa al diesel priva di fossili. Il cambiamento avverrà, Kostner ne è certo.

 

Cosa lo rende così fiducioso? “Forse il successo che abbiamo avuto finora. Abbiamo imparato a muoverci per tempo e a essere un passo avanti rispetto alla concorrenza”. Bisogna essere vigili e capire in che direzione si sta sviluppando il mercato. “Nelle stazioni di servizio, per esempio, il rifornimento passerà sempre più in secondo piano”, prevede Kostner. Quando i clienti passeranno sempre più alle auto elettriche, frequenteranno meno le stazioni di servizio o di ricarica. “Un terzo delle ricariche avverrà a casa, un altro terzo sul posto di lavoro e solo l’ultimo terzo nelle stazioni di servizio.” L’imprenditore immagina stazioni di servizio con negozio, bistro, colonnine di ricarica e autolavaggio, ma anche sale riunioni e punti per il ritiro dei pacchi.

 

Il primo passo in questa direzione il gruppo lo ha già fatto alla stazione di servizio di Varna, dove sono già disponibili dodici postazioni di ricarica per auto elettriche, e dove non mancano nemmeno sbarre per fare stretching alla schiena dopo i lunghi viaggi in auto e posti a sedere coperti con distributore automatico di snack. “Dobbiamo continuare a evolverci”, sottolinea ancora Kostner prima di congedarsi. Poi sale sulla sua Tesla bianca e se ne va.

 

Il Gruppo Kostner

Il Gruppo Kostner, fondato nel 1947 dal nonno di Andreas Kostner, è oggi composto da quattro società diverse: kostner ENERGY SUPPLY, kostner SERVICE STATIONS, ekos ENVIRO SERVICES e ide2n ENERGY SYSTEMS & E-MOBILITY. La prima, kostner ENERGY SUPPLY, rifornisce la clientela di vettori energetici come energia elettrica, combustibili e carburanti. Kostner SERVICE STATIONS gestisce dieci stazioni di servizio in Alto Adige. Ekos opera nel settore dei servizi ambientali e, tra le altre cose, si occupa dello smaltimento e del riciclaggio di acque reflue industriali, nonché della manutenzione, pulizia e vendita di separatori di oli e grassi, ed esegue analisi – anche per conto terzi – nel proprio laboratorio chimico interno. La quarta società, Ide2n, offre consulenza, analisi, progettazione e realizzazione di progetti legati ai sistemi energetici e alla mobilità elettrica. Nell’ultimo anno, con i suoi ottanta collaboratori, il gruppo ha registrato un fatturato di quasi 100 milioni di euro. Andreas Kostner detiene la maggioranza delle quote del gruppo.

Luftaufnahme Brandnamic Firmensitz mit Photovoltaik-Anlage auf Flachdach und E-Ladecarport auf dem Parkplatz — Draufsicht

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